(Nota. la vignetta è un’elaborazione di un originale di Massimo Bucchi)

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In questo articolo è stata citata la notizia che Kathleen Sebelius, segretario del dipartimento alla salute ed ai servizi sociali della presidenza Obama, aveva firmato l’immunità legale per le case farmaceutiche produttrici del vaccino contro la “bufala” dell’influenza suina: ciò significa che in caso di danni da vaccino, i risarcimenti per le cause legali di indennizzo verranno pagati dal governo americano.

Quello che gli italiani non sanno, è che la stessa immunità legale è stata concessa anche dal Governo italiano alla multinazionale svizzera Novartis per il suo vaccino Focetria: in altre parole, sarà il Ministero della Salute – presieduto da Maurizio Sacconi la cui moglie, Enrica Giorgetti, è direttore generale di Farmindustria, la lobby delle case farmaceutiche – che provvederà a rifondere a Novartis i pagamenti effettuati dalla casa farmaceutica alle eventuali vittime dei danni da vaccino in caso di condanna al risarcimento per cause civili promosse da queste ultime.

La clausola è contenuta al punto 4.6 del contratto di fornitura del vaccino Focetria siglato tra il ministero della salute e la Novartis Vaccines and Diagnostics Srl e approvato con DD del 27 agosto 2009: l’art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero (da Novartis) per danni causati a terzi limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione (che debbono comunque essere stabiliti in accordo con Novartis ai sensi dell’art. 4.4, NdA) mentre ai sensi dell’art. 4.6, il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi nei casi non previsti dall’art. 4.5 . (fonte)

Da punto di vista giuridico, un contratto del genere si giustifica dal fatto che la Novartis lega la vendita del vaccino all’approvazione del contratto: quindi se il Governo italiano vuole ottenere il Focetria, deve sottoscriverlo, pena la mancata fornitura del prodotto.
E il Governo italiano il Focetria lo vuole. Con tutte le sue forze. Tanto da parlare specificatamente di “somma urgenza”, come si può leggere nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 luglio 2009:

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 luglio 2009
Disposizioni urgenti di protezione civile finalizzate a fronteggiare il rischio della diffusione del virus influenzale A (H1N1). (Ordinanza n. 3798). (09A09582)
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“…Al fine di contrastare la diffusione della pandemia influenzale da nuovo virus A (H1N1) e di assicurare la tempestiva attuazione di un piano strategico di vaccinazione della popolazione maggiormente esposta agli effetti del predetto virus, il direttore generale della prevenzione sanitaria del Dipartimento prevenzione e comunicazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, e’ autorizzato a provvedere con i poteri di cui all’art. 1, comma 2 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 ed anche esercitando diritti di prelazione gia’ acquisiti presso produttori farmaceutici per contrastare altri tipi di pandemie influenzali con produttori farmaceutici, ad acquisire in termini di somma urgenza la fornitura di dosi di vaccino, farmaci antivirali ed i dispositivi di protezione individuale necessari per assicurare la vaccinazione delle categorie sensibili e comunque di almeno il quaranta per cento della popolazione residente nel territorio nazionale… ” (fonte)

Quindi, e tanto per riassumere: il Governo italiano ha deciso che lo Stato italiano ha assolutamente bisogno del vaccino contro la bufala dell’influenza suina e pur di averlo al “modico” costo di 400 milioni di euro, si farà carico delle eventuali spese per rifusione danni da vaccino senza che le case farmaceutiche debbano rimetterci un euro.

Le domande, quindi, sono tre. La prima:
quanti sanno dell’ “impunità” legale concessa a Novartis dal governo italiano?
La seconda:
qualcuno ricorda di aver sentito o letto la notizia su qualsiasi televisione, radio o giornale?
L’ultima:
quanto è grande il disprezzo che questi governanti, che fingono di amministrarci, dimostrano di avere per noi cittadini di questo Stato e le sue risorse?

© Luca Marcon – riproduzione riservata
(Nota. la vignetta è un’elaborazione di un originale di Massimo Bucchi)

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Se qualcuno dovesse ancora nutrire dei dubbi sul fatto che l’influenza suina è una “bufala” solenne e l’unico scopo di questo assillante tam tam mediatico – foraggiato in concerto tra l’OMS e i vari governi – su pandemia e morti a milioni (falsi la prima e i secondi) è quello di far funzionare i “maneggi” delle multinazionali del farmaco, basta una veloce lettura dei documenti sul vaccino Focetria della Novartis pubblicati sul sito dell’EMEA per spazzarli via definitivamente.
Prima di proseguire, si memorizzi che se H1N1 è la definizione dell’antigene del ceppo virale dell’influenza suina, H5N1 lo è dell’ “aviaria”: la “pandemia” (si fa per dire) precedente.

ALLEGATO 1 – RIASSUNTO CARATTERISTICHE PRODOTTO
4. Informazioni cliniche
4.2 Posologia e modo di somministrazione

Questo vaccino influenzale pandemico H1N1 è stato autorizzato sulla base di dati ottenuti con una versione contenente l’antigene H5N1 integrati da dati ottenuti con il vaccino contenente l’antigene H1N1. Il paragrafo Informazioni Cliniche sarà aggiornato man mano che si renderanno disponibili ulteriori dati.
Non vi è al momento alcuna esperienza clinica con Focetria (H1N1) in adulti, compresi gli anziani, bambini o adolescenti. La decisione relativa all’utilizzo di Focetria (H1N1) in ognuna delle fasce di età definite di seguito deve prendere in considerazione la quantità di dati clinici disponibili relativi ad una versione del vaccino contenente l’antigene dell’H5N1 nonché le caratteristiche patologiche della influenza pandemica in corso.

SINTESI PER IL PUBBLICO
Quali studi sono stati effettuati su Focetria?
All’inizio Focetria è stato sviluppato come vaccino “prototipo” (mock-up) contenente un ceppo H5N1 del virus influenzale denominato A/Vietnam/1194/2004. La ditta ha studiato la capacità di questo vaccino prototipo di innescare la produzione di anticorpi (“immunogenicità”) contro questo ceppo di virus influenzale prima della pandemia.
Dopo l’inizio della pandemia H1N1, la ditta ha sostituito il ceppo virale presente in Focetria con il ceppo H1N1 che provoca la pandemia, presentando i dati su questa sostituzione al comitato per i medicinali per uso umano (CHMP).
Perché è stato approvato Focetria?
Il CHMP ha deciso che, sulla base delle informazioni ottenute con il vaccino prototipo e delle informazioni fornite sul cambiamento del ceppo, i benefici di Focetria sono superiori ai suoi rischi per la profilassi dell’influenza nella situazione pandemica H1N1 ufficialmente dichiarata. Il comitato ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio per Focetria.
Focetria è stato autorizzato in circostanze eccezionali. Ciò significa che non è stato possibile ottenere informazioni complete sul vaccino pandemico. L’Agenzia europea per i medicinali provvederà a rivedere ogni anno tutte le nuove informazioni disponibili sul medicinale e, se necessario, questa sintesi sarà aggiornata.
Quali informazioni sono ancora attese per Focetria?
La ditta che produce Focetria raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino e presenterà questi dati al CHMP per una valutazione.
Quali sono le misure prese per garantire l’uso sicuro di Focetria?
La ditta che produce Focetria raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino nel corso del suo impiego, ovvero informazioni sugli effetti indesiderati e sulla sicurezza per i bambini, le donne in gravidanza, i pazienti con malattie gravi e le persone con problemi al sistema immunitario.
Altre informazioni su Focetria:
Il 2 maggio 2007 la Commissione europea ha concesso alla Novartis Vaccines and Diagnostics S.r.l un’autorizzazione all’immissione in commercio per il vaccino prototipo H5N1 per Focetria, valida in tutta l’Unione europea. Il parere positivo per il vaccino H1N1 è stato concesso il 24 settembre 2009.

Capito bene? Il vaccino Focetria della Novartis è il riciclo (chiamato “mock-up” allo stesso modo degli inceneritori ribattezzati “termovalorizzatori”) del “brodone” avanzato alla multinazionale svizzera nella fabbricazione del vaccino per la pandemia “fasulla” dell’aviaria di qualche anno fa: hanno solo sostituito l’antigene H5N1 conl’H1N1. Ed Essendo stato autorizzato in circostanze eccezionali (che sono false), non sono state condotte le verifiche solitamente d’obbligo. Ma la cosa più grave è talmente grave che vale la pena di ripeterla.

La ditta che produce Focetria (Novartis, NdA) raccoglierà informazioni sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino nel corso del suo impiego, ovvero informazioni sugli effetti indesiderati e sulla sicurezza per i bambini, le donne in gravidanza, i pazienti con malattie gravi e le persone con problemi al sistema immunitario.

Una volta per gli esperimenti si usavano le cavie: vale a dire, quei piccoli mammiferi roditori originari dell’America, con corpo tozzo di vario colore e quasi sprovvisti di coda. Una volta.
Oggi le cavie siamo noi. Anzi, prima i gruppi umani degli strati sociali meno sviluppati del 2° mondo (vedi nota a fondo articolo). Poi noi. Ora credo sia anche più chiaro il significato di quelle campagne vaccinali di massa che l’OMS (la stessa che ha dichiarato le due “bufale” pandemiche di influenza aviaria e suina) lancia ad anni alterni nei paesi del 3° mondo con il sostegno delle case farmaceutiche come la Novartis che “regalano” nientemeno che il vaccino. Cosa non farebbero le multinazionali di Big Pharma per il “progresso” della scienza e della società.

Nota. Segue l’elenco delle sperimentazioni del vaccino Focetria dichiarate dalla Novartis e condotte fino ad oggi.

  • A/Vietnam/1194/2004/ (H5N1) – 471 bambini di età compresa tra 6 mesi e 17 anni e 486 adulti volontari sani.
  • A/H5N1/ turkey/Turkey /05 (NIBRG23; clade 2.2) – non dichiarato il campione.
  • A/H5N1/Indonesia (clade 2.1) – non dichiarato il campione.
  • H5N3 (A/Duck/Singapore/97) – non dichiarato il campione.
  • H9N2 (A/chicken/Hong Kong/G9/97) – non dichiarato il campione.

Degna di menzione è la notizia – del 15 giugno 2009, pubblicata da swissinfo.ch – secondo la quale la Novartis si sarebbe rifiutata di offrire gratuitamente il vaccino contro il virus dell’influenza suina ai “paesi poveri”. Ovvero, e tanto per chiarire il Novartis/pensiero, i paesi poveri vanno bene per le sperimentazioni gratuite, ma se vogliono il vaccino lo devono pagare. Di seguito il pezzo (fonte qui).

VACCINO INFLUENZA A, NOVARTIS NON FARÀ REGALI.
La multinazionale farmaceutica svizzera ha indicato lunedì che non offrirà il vaccino contro il virus dell’influenza porcina ai paesi poveri. La Novartis si dice comunque pronta a concedere sconti.
“Per produrre un vaccino occorrono anche degli incitamenti finanziari”, ha dichiarato lunedì al Financial Times il direttore generale di Novartis Daniel Vasella.
La multinazionale sta comunque esaminando in che misura sia possibile venire incontro alle richieste della direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità Margaret Chan – che aveva domandato la gratuità – concedendo sconti ai paesi più poveri.
Venerdì il gruppo basilese aveva indicato di aver già prodotto una piccola quantità di vaccino, in anticipo di diverse settimane rispetto alle previsioni, e di voler iniziare in luglio i test clinici.
Il governo svizzero ha dal canto suo comunicato lunedì di star conducendo trattative anche con Novartis per la fornitura di un vaccino contro l’influenza A (H1N1), vaccino al quale stanno lavorando almeno una ventina di gruppi farmaceutici.

© Luca Marcon – riproduzione riservata

ATTENZIONE: AGGIORNAMENTO DEL 17 novembre 2009 (a fondo articolo)

(Nota. la vignetta è un’elaborazione di un originale di Massimo Bucchi)

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Secondo la norma attualmente in vigore, il medico deve rendere edotto il paziente di tutte informazioni e le controindicazioni inerenti un trattamento sanitario al quale il paziente stesso venga sottoposto. La vaccinazione, che ad ogni effetto è un trattamento sanitario, ha una particolarità: si effettua principalmente su individui sani; e come tutti i trattamenti sanitari, può avere delle controindicazioni.
Su quali siano queste indicazioni e controindicazioni, e del fatto che il medico debba informarne il paziente che si sottopone alla vaccinazione, nessuno sa nulla. E non si parla dei “sospetti” – per modo di dire, e dei quali si parlerà in un prossimo articolo – sulla tossicità degli adiuvanti e dei conservanti contenuti nel preparato, ma semplicemente delle indicazioni riportate sul “bugiardino” (foglietto illustrativo). Tipo quelle che seguono:

4.2 Posologia e modo di somministrazione
L’esperienza clinica con Focetria (H1N1) è al momento limitata in adulti sani, compresi gli anziani (vedere paragrafo 5.1), mentre non vi è alcuna esperienza clinica in bambini o adolescenti.
4.4 Gravidanza e allattamento
È possibile che una risposta protettiva non venga prodotta in tutti i vaccinandi
4.6 Gravidanza e allattamento
Non sono attualmente disponibili dati sull’uso di Focetria durante la gravidanza.
4.8 Effetti indesiderati
Sorveglianza post-marketing
Nell’ambito della sorveglianza post-marketing di vaccini trivalenti stagionali in tutte le fasce di età e di vaccini trivalenti stagionali adiuvati con MF59 e con composizione simile a quella di Focetria (antigene di superficie, inattivato, adiuvato con MF59C.1) autorizzati per la somministrazione in soggetti anziani di età superiore ai 65 anni sono stati osservati i seguenti eventi avversi:
Raro:
Nevralgia, parestesia, convulsioni, trombocitopenia transitoria.
Sono state osservate reazioni allergiche, in casi rari con shock.
Molto raro:
Vasculite con transitorio coinvolgimento renale ed eritema multiforme essudativo.
Disturbi neurologici, come encefalomielite, neurite e sindrome di Guillain Barré.
5.0 Proprietà farmacologiche
Categoria farmacoterapeutica: vaccino influenzale, codice ATC: J07BB02
Questo medicinale è stato autorizzato in “Circostanze eccezionali”.

In sintesi, sul vaccino che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) proteggere dall’influenza suina si apprende che:

  • è stato autorizzato in circostanze eccezionali – ovvero pandemia dichiarata in atto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) -: quindi non deve sottostare a tutti i controlli previsti usualmente per i farmaci ed i vaccini;
  • non se ne conosce l’effetto – non vi sono dati clinici al riguardo – sulle donne in gravidanza;
  • non se ne conosce l’effetto – non vi sono dati clinici al riguardo – su bambini e addolescenti;
  • potrebbe non funzionare (niente immunità dall’influenza suina)
  • in casi molto rari potrebbe causare in soggetti al di sopra di 65 anni encefalomielite, neurite (detta anche Assone, NdA) e sindrome di Guillain-Barré.

Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel foglietto illustrativo del vaccino Focetria/Novartis (qui la richiesta dell’EMEA di autorizzazione alla messa in commercio); per i restanti, si può consultare l’allegato (qui). Nel sito dell’EMEA è anche disponibile il documento di sintesi al pubblico delle caratteristiche del vaccino Focetria/Novartis (qui).
Per quanto riguarda l’encefalomielite in una sua particolare forma (ADEM – Encefalomielite acuta disseminata) è noto nell’ambiente medico che detta malattia “…esordisce improvvisamente con un ampio spettro di segni e sintomi neurologici spesso a breve distanza da un episodio infettivo o da una vaccinazione.
Letto bene? A breve distanza da una vaccinazione: chissà se di questo vengono informati i genitori che portano i bambini a vaccinarsi contro l’inflenza suina.

Aggiornamento del 17 novembre 2009
Influenza suina, il Ministero della Salute inglese scrive a 600 neurologi mettendoli in guardia: “Dopo la vaccinazione contro l’influenza suina, impennata di casi di paralisi da sindrome di Guillain-Barré.

Swine flu jab link to killer nerve disease: Leaked letter reveals concern of neurologists over 25 deaths in America

A warning that the new swine flu jab is linked to a deadly nerve disease has been sent by the Government to senior neurologists in a confidential letter…(continua a leggere) – (Fonte qui)

© Luca Marcon – riproduzione riservata
(Nota. la vignetta è un’elaborazione di un originale di Massimo Bucchi)

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Se si sceglie di dare credito alla tesi – peraltro corroborata da quanto già accaduto nel 1976 – secondo la quale l’influenza suina è una bufala tale e quale l’aviaria, l’unico movente che rimane in piedi per giustificare il falso allarme pandemia è l’interesse economico delle case farmaceutiche produttrici dei vaccini e dei medicinali. In altre parole, sarebbero state le medesime, con una ben orchestrata azione di lobbying, a “creare” dal nulla la pandemia dell’influenza suina all’unico scopo di vendere i loro prodotti: si tratterebbe, insomma, di una pura operazione di marketing con i prevedibili annessi e connessi.
Il problema è che per dimostrare una tesi, non è sufficiente descriverla: bisogna suffragarla con delle prove. Magari come quelle che seguono.

Il grafico sopra riportato rappresenta l’andamento del valore di borsa delle azioni della multinazionale svizzera. Se si confronta la variazione dei prezzi dei titoli con la cronologia dei fatti collegati, si scoprono delle analogie davvero interessanti.

Nell’ottobre del 2008 esce un articolo di Repubblica dal titolo inquietante: “Disoccupazione, nuovo spettro Usa nel 2008 già 750mila licenziamenti“; in particolare, scrive Vittorio Zucconi, “Avvisi di pink slips, delle temute «lettere rosa» che annunciano il licenziamento, arrivano dalla Merck farmaceutici, che taglierà il 12% dei dipendenti, 7.400 impiegati. Neppure il consumo delle pillole sostiene più la «macchia produci lavoro». Negli ultimi cinque anni, le grandi case farmaceutiche hanno già perduto complessivamente 100 mila posti di lavoro e la recessione ormai in atto devasta anche i consumi di medicinali non strettamente necessari per patologie acute.

A partire dallo stesso periodo, le quotazioni della Novartis sono sottoposte a forti oscillazioni fino al gennaio del 2009: iniziato il quale, imboccano una tendenza al ribasso che le porterà dagli iniziali 52 dollari a poco meno di 35, con una perdita del 33%. Il titolo tenta in seguito una timida ripresa, ma non riesce a sfondare il muro dei 38 dollari e ricomincia a scendere.

Nello stesso periodo – inizio aprile 2009 – cominciano a diffondersi sui media americani le prime notizie di una sedicente “pandemia influenzale”. Dopo un po’, arrivano le notizie anche sui giornali nazionali. Il 25 aprile, giorno di festa, quindi a maggior tiratura giornalistica – il Corriere titola “Virus dai maiali all’ uomo Messico, decine di morti” e tanto per far capire dove si andrà a parare, vi aggiunge un bel “«Un’ infezione che ricorda l’ aviaria: può portare a epidemie»“, scordandosi completamente che l’aviaria si risolse in un bluff. La Repubblica non è da meno. “Virus mortale dal maiale, paura in Messico“, con un’apertura dell’articolo che è tutto un programma: “AVEVAMO paura dell’ influenza aviaria. E invece il virus ha scelto il maiale per lanciare il suo attacco all’ uomo.

Povero uomo. E povero maiale. Si comincia a parlare di possibili acquisti di massa (per svariati miliardi di dollari) di vaccini e medicinali da parte delle strutture sanitarie degli stati occidentali per arginare la “pandemia”. E le azioni Novartis cominciano a salire: anzi, si avviano sulla strada del “trend” al rialzo. Ma all’inizio di giugno, vi è uno stop: corrono voci (“rumors“, nel linguaggio borsistico) sul fatto che i vaccini non siano abbastanza sperimentati e abbiano diverse controindicazioni. Chi aveva acquistato le azioni, vende subito per monetizzare il guadagno: eventuali cause per danni da vaccino potrebbero portare ad un nuovo crollo del valore di borsa delle multinazionali farmaceutiche. Ma nello stesso periodo avviene un fatto del quale si avrà conoscenza diverse settimane dopo. Il segretario del dipartimento alla salute ed ai servizi sociali Kathleen Sebelius (amica e pubblica elettrice di Barack Obama, che da Presidente la riconfermerà alla carica)

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ha firmato un provvedimento nel quale concede l’immunità legale alle case farmaceutiche produttrici dei vaccini. Le quali, da allora in poi, non dovranno più temere alcun danno economico per eventuali cause di risarcimento. E il titolo imbocca decisamente la strada che lo riporterà, agli inizi di questo mese, ai 52 dollari di valore che aveva nel quarto trimestre del 2008. Il 23 ottobre Repubblica esordisce con un “L’influenza A fa bene a Big Pharma” e nel seguito dell’articolo specifica cifre da capogiro: “La svizzera Novartis ha annunciato ieri che nel solo quarto trimestre le vendite del Focetria, uno dei tre farmaci anti-H1N1 approvati in Europa, aggiungeranno tra i 400 e i 700 milioni di dollari ai suoi ricavi. UNA pioggia d’ oro destinata a gonfiare anche i conti del 2010, visto che la domanda di vaccini pandemici – come ha ammesso l’ Organizzazione mondiale per la Sanità – è e rimarrà per un paio d’ anni almeno doppia rispetto alla capacità produttiva dei big della farmaceutica. I governi dei paesi più ricchi, nona caso, hanno messo le mani avanti da tempo, prenotando milioni di dosi (il costo è di circa 7,9 dollari l’ una, lo stesso dell’ anti-influenzale tradizionale) presso le aziende che stanno sviluppando i nuovi prodotti. L’ inglese Glaxo ha venduto a 22 nazioni 440 milioni di confezioni del suo Pandemrix, con un incasso già arrivato a 3,5 miliardi di dollari, annunciando che sono in arrivo altri accordi da centinaia di milioni. Vendite da capogiro sono previste anche per il Celvapan della Baxter, per cui è arrivato il disco verde delle autorità nelle ultime settimane. La francese Sanofi ha in portafoglio ordini per 250 milioni dagli Stati Uniti ancora prima dell’ ok al suo vaccino, cifra simile a quella che si è già messa in cassa l’ australiana Csl. L’ Oms stima che il giro d’ affari complessivo per il vaccino contro l’ H1N1 possa arrivare a quota 20 miliardi di dollari.

Roba da non credere: un giro d’affari di 20 miliardi di dollari per una “bufala”. Ma le case farmaceutiche non sono le uniche ad averci guadagnato. Altri “rumors” parlano di società legate a politici americani (e italiani) che avrebbero fatto incetta di azioni dei colossi Big Pharma quando erano ai minimi, sicuri del fatto che sarebbero salite in quanto erano gli stessi politici a garantire che avrebbero provveduto a varare le politiche di vaccinazione e di acquisto di medicinali di massa. A dire il vero, operare sul mercato borsistico essendo in possesso di informazioni privilegiate, è definito “insider trading“: ed in America (ma anche in Italia) è un reato. Lasciando che l’America s’arrangi e restando a casa nostra, non sarebbe il caso di dare un’occhiata ai conti bancari (eventuali esteri compresi) del signor Maurizio Sacconi e consorte? Per chi non se lo dovesse ricordare, il primo è il ministro della salute, la seconda, Enrica Giorgetti, è direttore generale di Farmindustria. E pensare che qualcuno lo chiama ancora conflitto di interessi.

Nota. Il centro di informazione ufficiale di Novartis sull’influenza suina (qui)

© Luca Marcon – riproduzione riservata

L’articolo del blog collegato:

- – - – - – - -

Legge 25 febbraio 1992, n. 210
(in Gazz. Uff., 6 marzo, n. 55).

Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

Leggi il seguito di questo post »

GRAZIE A MASSIMO BUCCHI

3 Novembre 2009

PROFONDO ROSSO

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(fonte qui)

Dalla rivista Nature, l’articolo di critica (dal titolo “Clean hands, please”, disponibile anche qui) sul conflitto di interessi costituito dal fatto che la moglie del ministro della salute Maurizio Sacconi è Enrica Giorgetti: direttore generale di Farmindustria.

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L’articolo del blog collegato: L’INFLUENZA SUINA È UNA BUFALA PEGGIO CHE L’AVIARIA, CON L’AGGRAVANTE CHE CI È GIÀ STATA PROPINATA NEL 1976 E NESSUNO SE LO RICORDA PIÙ

Nota. Per commentare gli articoli, leggi qui.

AGGIORNAMENTO 17.11.2009
LA NOVARTIS OTTIENE DAL GOVERNO ITALIANO IMMUNITÀ LEGALE PER I DANNI DA VACCINO CONTRO LA “BUFALA” DELL’INFLUENZA SUINA

AGGIORNAMENTO 13.11.2009
IL VACCINO PER LA “BUFALA” DELL’INFLUENZA SUINA PREPARATO DA NOVARTIS CON GLI AVANZI DEL VACCINO CONTRO L’ALTRA “BUFALA”: QUELLA DELL’AVIARIA
AGGIORNAMENTO 10.11.2009
BUFALE” SUINE, VACCINI E CONTROINDICAZIONI: IL FOCETRIA, PRODOTTO E COMMERCIALIZZATO IN ITALIA DA NOVARTIS
AGGIORNAMENTO 6.11.2009
CHI GUADAGNA CON LA “BUFALA” DELL’INFLUENZA SUINA: LE PROVE DEL CASO NOVARTIS
AGGIORNAMENTO 04.11.2009
LA LEGGE PER LA RIFUSIONE DEI DANNI DA VACCINO
AGGIORNAMENTO 03.11.2009
GRAZIE A MASSIMO BUCCHI

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La notizia di Donald Rumsfeld – l’ex segretario di stato della presidenza Ford (entrambi nella foto) – e delle sue cointeressenze con le case farmaceutiche nella vicenda aviaria, è cosa nota; meno noto è il fatto che il “giochetto” l’ex segretario della difesa del mandato Bush junior l’aveva già fatto con Gerald Ford: il presidente che varò nel 1976 il programma di vaccinazione di massa contro l’influenza suina. Sì, avete letto bene: influenza suina. E non nel 2009, ma nel 1976. Dopo 33 anni la storia, anzi, la bufala, si ripete.

[…]
E l’aviaria? Vogliamo parlare della più grande bufala del nuovo millennio, cioè del fantomatico virus dei polli che ha terrorizzato l’Europa e l’America negli ultimi mesi del 2005? Una memorabile inchiesta di Report di Milena Gabanelli

IN PRINCIPIO FU L’OCA di Sabrina Giannini

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trasmessa da Rai3 il 7 maggio 2006, ha poi svelato all’inclita e al colto che cosa si celasse dietro quella gigantesca buffonata mediatica che, diversamente al virus aviario, è dilagata in tutto l’orbe terracqueo senza incontrare sulla sua strada uno straccio di antidoto. […]
Così la pandemia della bufala dei polli dilaga in tutto l’occidente. E i soliti noti fanno affari d’oro. «Bush» racconta Report «chiede al Congresso di stanziare 7,1 miliardi di dollari (circa 6 miliardi di euro), la gran parte dei quali destinati all’acquisto di farmaci antivirali e ai laboratori delle aziende che fanno ricerca sui vaccini, affinché sviluppino nuove tecnologie.» Il Congresso approva, praticamente all’unanimità: repubblicani e democratici, tutti insieme contro l’aviaria. O così almeno credono. «Grazie al Congresso degli Stati Uniti, Dio vi benedica!» proclama tronfio il presidente guerriero. Ma dimentica di informare gli americani di un piccolo codicillo del suo mirabolante piano antipolli: l’immunità legale garantita alle case farmaceutiche per gli eventuali danni collaterali provocati sui pazienti dai loro farmaci e vaccini. Se qualcuno, danneggiato da quei prodotti, pensasse di fare causa ai produttori, incontrerebbe sulla sua strada una legge che glielo proibisce. Ma di quella “clausoletta” nessuno è informato: nemmeno i parlamentari del Congresso e del Senato. Ha deciso tutto la Casa Bianca trattando segretamente con le case farmaceutiche. Secondo Jillian Aldebron, sul sito di Public Citizen, due delle più grandi compagnie del settore, «la Senofi Aventis e la Chiron avevano già firmato contratti multimilionari con il governo americano per produrre vaccini contro l’aviaria prima che passasse questa legge».

L’immunità sanitaria, però, nasce da un precedente clamoroso, sepolto nella memoria degli americani. Il caso di un’altra psicosi collettiva, quella dell’influenza suina esplosa negli Stati Uniti nel 1976. Presidente, Gerald Ford. Il quale, il 12 agosto 1976, annunciava all’America «il mio forte impegno a sostenere questo programma che fornirà a milioni di americani una protezione contro un’epidemia di febbre suina il prossimo inverno». Anche allora, si temeva una pandemia dopo la morte di un giovane soldato per una polmonite fulminante che, disse qualcuno, era stata provocata da un virus di origine suina. Così, nell’ottobre 1976, partì in tutti gli Stati Uniti un piano di vaccinazione di massa. Lo stesso Ford si fece riprendere dalle tv mentre si faceva iniettare dal suo medico personale il vaccino contro il virus dei maiali.

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In poche settimane 40 milioni di americani seguirono il suo esempio. Ma dopo soli tre mesi il programma venne bloccato. E a fine anno il New York Times titolò: «Il fiasco dell’influenza suina». Il 30 dicembre fu lo stesso presidente Ford ad annunciare, dalle nevi del Colorado, la fine della vaccinazione di massa: «Questo è un giorno primaverile, felice di vedervi! La vaccinazione, date le circostanze, è stata una decisione saggia e deduco che abbiamo imparato qualcosa e ho fiducia che i miei successori saranno altrettanto attenti e cauti come lo sono stato io prendendo questa decisione». Poi aggiunse che «il vaccino che è stato sviluppato si è rivelato sicuro ed efficace con un rischio molto basso di sviluppare reazioni avverse».
Stranamente, però, nessuna assicurazione accettò di sviluppare polizze per le persone vaccinate contro eventuali effetti collaterali: a quel punto le case farmaceutiche minacciarono di non produrre più il vaccino, e fu l’amministrazione Ford ad assumersene tutta la responsabilità. Alla fine si scoprì che il vaccino contro il virus fantasma era così sicuro ed efficace che 4.000 (uno ogni 10.000) vaccinati avevano sviluppato una malattia autoimmune [nota di LM: sindrome di Guillain Barré] che colpisce i nervi fino a provocare la paralisi: trenta di questi erano morti. Nessuno, tranne il primo ed assai ambiguo caso, per colpa della pandemia suina. Trenta a causa del presunto vaccino. La paura aveva fatto più danni del virus. Il 50% dei malati che fecero causa al governo furono risarciti con cifre astronomiche. […]
(da “La scomparsa dei fatti” © Marco Travaglio)

Della questione se ne occupò anche 60 minutes, la celebre trasmissione televisiva di inchiesta di Lowell Bergman (personaggio divenuto famoso in Italia per il film “Insider – dietro la verità” di Michael Mann) trasmessa dall’emittente americana CBS: di seguito i video (resi disponibili su piattaforma Youtube):

La persona che compare all’inizio del secondo video (e nel primo) è David Sencer, che ricoprì la carica di direttore del CDC (Centers for Disease Control and Prevention, con sede ad Atlanta) dal 1966 al 1977.

SencerDavid

Fu lui ad esercitare sul presidente Gerald Ford – vedi anche il Memorandum del 11.03.1976 – le pressioni maggiori riguardo all’adozione del programma di vaccinazione di massa del 1976 contro la suina. Venne (licenziato aggiorn.testo 11.10.2009) costretto a dimettersi dal CDC nel 1977 per il grave danno provocato all’erario statunitense dalle cause milionarie (93 milioni di dollari di allora) delle vittime dei danni collaterali da vaccino, con la motivazione ufficiale di non aver correttamente sorvegliato – scopo statutario del CDC – il rapporto rischi/benefici del preparato vaccinale (leggi anche qui)

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Gerald Ford è fino ad oggi l’unico che non sia arrivato alla presidenza tramite le elezioni: venne nominato alla vicepresidenza in seguito alle dimissioni di Spiro Agnew, il suo predecessore eletto con Richard Nixon, e divenne poi presidente il 9 agosto 1974 al posto di Nixon, dimessosi per lo scandalo Watergate; alle successive elezioni, anche in ragione dell’altro scandalo relativo all’influenza suina, non venne riconfermato.

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© Luca Marcon – riproduzione riservata

L’elenco articoli dell’Alto Adige è aggiornato al 14.11.2009

AltoAdige-frontespizio

La notte della spartizione, l’articolo originale dell’Alto Adige sulla contrattazione delle cariche di sottogoverno da parte della maggioranza vincitrice le elezioni comunali bolzanine del novembre 2005

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Sì, proprio lui: il presidente di AE – Azienda Energetica, di proprietà dei comuni di Bolzano e Merano – salito in questi giorni alla ribalta dei media per le accuse lanciate da questi circa un suo comportamento “disinvolto” (tanto per usare un eufemismo) con i soldi pubblici. A lui, qualche anno fa, avevo dedicato una serie di articoli oserei dire “profetici” delle future grane in cui sarebbe andato a cacciarsi; uno, tra tutti, con un titolo davvero intrigante. Provate a scoprire quale tra i seguenti (cliccando sul titolo, ci si collega all’articolo originale):

Di seguito i collegamenti agli ultimi articoli del quotidiano Alto Adige:

AltoAdige-frontespizio

Nota. Per commentare gli articoli, leggi qui.


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La scheda di Giancarlo Abelli alla Camera della Repubblica qui.

AltoAdige-frontespizio

Svolta in Forza Italia, c’è il commissario
Alto Adige — 07 agosto 2008 pagina 15 sezione: CRONACA

BOLZANO. Il colpo di scena è arrivato ieri sera, poco prima delle 19. Silvio Berlusconi ha commissariato Forza Italia a Bolzano. La nomina a commissario straordinario per l’Alto Adige è caduta su Giancarlo Abelli, un big del partito, deputato e vicecoordinatore nazionale, originario di Pavia, vicino sia a Berlusconi che al governatore Roberto Formigoni (di fatto porta la sua firma il modello sanitario lombardo). Arriva per riportare ordine. E dichiara: «Sono certo che ci sarà grande impegno da parte di tutti». Il partito riparte da zero, ma Michaela Biancofiore contesta questa lettura: «Ottima scelta». Abelli annuncia che arriverà a Bolzano entro la fine del mese: «Non conosco a fondo la situazione del partito in Alto Adige e proprio per questo voglio capire al più presto. Approfitterò di un periodo di vacanza già programmato nelle vostre montagne». Come commissario Abelli condurrà il partito alle elezioni provinciali: «Ringrazio Berlusconi per la fiducia e la stima. Il periodo di lavoro per la preparazione delle elezioni è breve, ma sono certo che ci sarà grande impegno da parte di tutti». Potrebbe arrivare il 26 agosto. Chi lo conosce, lo descrive come un uomo cordiale, ma di notevole decisione. Difficilmente si farà condizionare dalle bizze interne. Dunque dopo settimane di attesa, è arrivato il segnale da Roma per colmare l’assenza di vertici di Forza Italia. Resta spiazzato chi, Alberto Pasquali in primis, attendeva un coordinatore regionale e ne dava per certo anche il nome (il senatore Giacomo Santini). Ma nonostante questo, la lettura prevalente tra le prime reazioni di ieri, era che questo azzeramento assesta un colpo definitivo alla leadership della deputata Michaela Biancofiore, che però nega: «Ottima scelta. Abelli è una persona saggia e perbene, saprà giudicare al meglio la situazione e pesare le persone». Nel comunicato stampa dalla sede nazionale del partito si specificano i ringraziamenti «al senatore Francesco Nitto Palma, commissario uscente della provincia di Bolzano, e a Michaela Biancofiore». Tutti, si legge, «andranno a ricoprire un incarico nazionale nel comitato costituente del Popolo della libertà». La nomina è arrivata dopo una lunga riunione che ha visto Berlusconi e il coordinatore nazionale Denis Verdini mettere la firma su Bolzano e quattro coordinamenti regionali. Abelli, con il suo ruolo di vicecoordinatore nazionale, è una scelta che indica di per sé la forza con cui Berlusconi e Verdini vogliono imprimere una svolta dopo i mesi di divisioni tra il gruppo di Michaela Biancofiore e quello di Pasquali. Deputato, 67 anni, Abelli approda a Roma dopo una lunga esperienza in Lombardia culminata nell’assessorato regionale alla Famiglia (ma di fatto è l’uomo della sanità, ed è considerato vicino a Cl). E’ entrato in Forza Italia molto presto, arrivando dalla Democrazia cristiana.

(fonte Alto Adige qui, blog Failla qui e qui)

ilfattoquotidiano

CHOC LOTTIZZAZIONI, TREMA LA MILANO BENE
Arrestati l’imprenditore Grossi e la moglie del deputato Pdl Abelli: riciclaggio e corruzione (di Peter Gomez)

21 ottobre 2009. Era amico di tutti quelli che nel nord contano qualcosa. Frequentava il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Faceva coppia fissa con il potentissimo deputato pavese Giancarlo Abelli, la cui moglie, Rosanna Gariboldi, adesso è in carcere accusata di riciclaggio. Con Mario Resca, uno dei manager più apprezzati dal ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, c’era poi un rapporto speciale. Ma pure ad Arcore, l’imprenditore Giuseppe Grossi, 67 anni, asso pigliatutto delle bonifiche ambientali e proprietario di uno sterminato patrimonio immobiliare, non se la cavava male. Con Silvio Berlusconi, infatti, si vedeva spesso, anche perché per Grossi, suo fratello Paolo era un vecchio compagno di bisbocce. Non deve insomma stupire se da ieri in molti a Milano trattengono il fiato. Grossi è in manette, arrestato dalla Guardia di Finanza. Il suo nume tutelare Luigi Zunino, l’immobiliarista piemontese che all’ombra della Madonnina faceva concorrenza a Salvatore Ligresti, è sotto inchiesta. E con Grossi sono finiti in prigione anche la sua segretaria personale, Maria Ruggiero, e Cesarina Ferruzzi e Paolo Ttta, due amministratori di aziende della Green Holding, il gruppo del “re delle bonifiche”, controllato da società lussemburghesi, che governa pure la Sadi quotata in Borsa. Tutti e quattro sono accusati dalla procura di Milano di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, all’appropriazione indebita, alla truffa, il riciclaggio e alla corruzione. Rosanna Gariboldi, 64 anni, assessore provinciale a Pavia e moglie di Abelli, il politico Pdl da sempre considerato il vero ras della sanità lombarda, deve invece spiegare come mai su un suo conto chiamato “Associati” e acceso presso la Banque J. Safra di Montecarlo, tra il 2001 e il 2008 siano stati bonificati da Grossi e i suoi uomini quasi due milioni e 400 mila euro, poi in parte (circa un milione e 300 mila) restituiti con altre rimesse dirette a istituti di credito svizzeri. Un bel problema non solo per la donna. Su quel conto, dove ci sono ancora più di 600mila euro, anche Abelli agiva come procuratore. E adesso a Palazzo di Giustizia ci si chiede da dove provengano le centinaia di migliaia di euro che a Montecarlo risultano essere stati versati in contanti e che cosa si scoprirà su un altro deposito aperto dalla coppia in Svizzera.
Quando sui giornali erano uscite le prime notizie sui soldi nascosti all’estero, l’assessore Gariboldi, con gli occhi lucidi si era difesa nella sala del consiglio provinciale pavese. “Sono certa di poter guardare negli occhi tutte le persone che ci sono in questa stanza” aveva detto tra gli applausi scroscianti del centrodestra. Poi aveva sostenuto di essere solo stata ingenua e di essersi limitata a prestare del denaro al multimilionario Grossi. Così la maggioranza aveva rifiutato di toglierle le deleghe, come chiedeva Rifondazione Comunista, e tutto era finito a tarallucci e vino. Adesso invece arrivano le prime avvisaglie di una valanga. Grazie alle confessioni dell’avvocato svizzero Fabrizio Pessina, al quale è stato sequestrato un lungo elenco di italiani esportatori di valuta, ci si è accorti che con l’operazione Montecity-Santa Giulia (la maxi lottizzazione di Zunino che doveva trasformare Milano in vista dell’expo) Grossi ha accumulato almeno 23 milioni di euro di fondi neri. Soldi che in buona parte non hanno ancora una destinazione conosciuta. E altro denaro non dichiarato al fisco potrebbe emergere dalle indagini sulle tante bonifiche ambientali effettuate dal suo gruppo. Nelle settanta pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, una serie di collaboratori di Grossi raccontano di un continuo via vai di contanti che, a botte di 200.000 euro per volta, andavano e ritornavano dalla Svizzera.
L’imprenditore poi risulta aver acquistato almeno 6 milioni di euro di orologi di pregio (più di 150.000 euro l’uno) regalati a persone rimaste per ora senza volto, con tutta probabilità politici. Infine c’è il capitolo delle piccole corruzioni (i regali di buoni benzina a funzionari dell’amministrazione finanziaria) e ci sono gli aerei privati che Grossi metteva a disposizione di personaggi come Abelli e Resca. Per tutti loro Grossi era un amico. Tanto che Abelli per affittare la sua Porche 911 coupè, utilizzava una società de re della spazzatura. Dalla monnezza alle auto sportive. Un vero esempio di riciclaggio globale.

ABELLI DETTO IL FARAONE
(di Gianni Barbacetto)

22 ottobre 2009. L’inchiesta milanese che ha portato in carcere il re delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi ha messo a fuoco finora il reato di riciclaggio e i 22 milioni di euro di fondi neri costituiti dall’imprenditore. Ma questo è soltanto il primo fondale del palcoscenico su cui si muoveva Grossi. I magistrati stanno cercando di mettere in luce il secondo fondale, quello della corruzione. A chi sono andati i 2,5 milioni di euro pagati in contanti da Grossi nel solo 2008? Chi ha al polso gli orologi da collezione che gli sono costati altri 6,4 milioni? In attesa della risposta, sul palcoscenico già s’intravvede un politico potente e temuto, non indagato ma strettamente legato a Grossi: è Giancarlo Abelli, l’uomo che visse tre volte. A lui, oggi capo della segreteria politica del coordinatore Pdl Sandro Bondi, Grossi aveva messo a disposizione il suo jet privato, una Porsche 911 e un appartamento in centro a Milano. A sua moglie, Rosanna Gariboldi, ha gentilmente lasciato 1,2 milioni di euro, forse come ringraziamento per la gestione del suo denaro sul conto “Associati” a Montecarlo (di cui lo stesso Abelli è procuratore). Ma la storia di Abelli detto il Faraone nasce a Broni, sulle colline dell’Oltrepò pavese. In politica dagli anni Settanta, democristiano doc, si costruisce una carriera in quel ricco settore in cui la politica confina con la sanità. Nel 1974 è gia presidente del Policlinico San Matteo di Pavia. Nella sua prima vita, viene arrestato per peculato, processato e assolto. Dopo la dissoluzione della Dc, si lega a Roberto Formigoni, di cui diventa il plenipotenziario per la sanità.
Contemporaneamente è anche amico e consulente del professor Giuseppe Poggi Longostrevi, organizzatore di una colossale truffa che ha sottratto almeno 60 miliardi di lire alla Regione Lombardia. Poggi Longostrevi ringrazia Abelli scarrozzandolo sul suo aereo privato (proprio come Grossi). L’idillio viene interrotto nel 1998 da un’inchiesta della procura di Milano, che riesce anche a individuare almeno un versamento (72 milioni di lire) fatto da Poggi Longostrevi ad Abelli. Il pagamento di una consulenza, spiega senza imbarazzo Abelli, che pure era nello stesso tempo il braccio sanitario di Formigoni. «Per me pagare Abelli era come stipulare un’assicurazione», replica invece Longostrevi, prima di togliersi la vita. «Dovevo tenermi buono un personaggio politico che nel settore contava molto… Alcuni sono stati costretti alle dimissioni solo per un sospetto, altri sono stati premiati con la nomina ad assessore». Il premiato è proprio Abelli che, dopo lo scandalo delle ricette d’oro, da consulente diventa assessore di Formigoni. Il Faraone, per quei 70 milioni, viene poi processato per false fatture. La sentenza, nel 2003, lo assolve dall’accusa di frode fiscale, perché la nuova legge fiscale stabilisce che le fatture false siano punite solo nel caso vi sia «il dolo specifico di far evadere le tasse»: e Abelli non pensava certo alle tasse, quando intascava i soldi di Poggi Longostrevi. Le motivazioni della sentenza ribadiscono però che Abelli ha certamente intascato «72.800.000 lire per una consulenza non effettiva». Dunque per chiudere gli occhi sulla corruzione: «La consulenza mascherava un versamento in denaro al politico per guadagnarne i favori». Oggi, il Faraone è alla sua terza vita: a Roma, parlamentare Pdl, ma sempre con ufficio a Milano messo a disposizione dall’amico Formigoni.

Corriere-logo_home

Notizie del 21 ottobre 2009

Notizie del 22 ottobre 2009

ALTRE NOTIZIE DAI BLOGS RIGUARDANTI GIANCARLO ABELLI

Nota. Per commentare gli articoli, leggi qui.

Aggiornato al 06.11.2009

dipietrocaricatura01

  • 06.11.2009 – Le cattive compagnie politiche di Antonio Di Pietro: è sempre e solo colpa degli altri? – leggi.
  • 03.11.2009 – Il ruggito dei conigli - leggi.
  • 10.10.2009 – Immobiliare Di Pietro – nuova puntata – leggi.
  • 03.10.2009 – Il fatto è che “Il Fatto” è arrivato secondo: e su Di Pietro non arriva mai (con intervento sulle dimissioni di Luigi de Magistris) - leggi.
  • 26.09.2009 – Egregio direttore de “Il Fatto”: così non va - leggi.
  • 19.09.2009 – Le mancate dimissionio di Luigi de Magistris (aggiornamento 1 ottobre 2009) - leggi.
  • 12.09.2009 – Cristiano Di Pietro (figlio di Antonio) – BMW e valori - leggi.
  • 29.08.2009 – Il tribuno. Storia politica di Antonio Di Pietro – Intervista di Michele Capaccioli all’autore Alberico Giostra – leggi
  • 22.08.2009 – Elio Veltri - leggi
  • 08.08.2009 – Di Pietro immobiliare story: guarda che mura - leggi
  • 01.08.2009 – L’Italia dei favori – leggi
  • 25.07.2009 – Il bell’Antonio e i suoi valori (immobiliari) – leggi
  • 18.07.2009 – Una biografia di Antonio Di Pietro – leggi

InceneritoreBolzano_01e

Considero le strumentali “polemiche” di questi giorni sulle ultime vicende dell’inceneritore di Bolzano da parte dell’opposizione (soprattutto dei consiglieri Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba – basti ricordare che furono i Verdi di Bolzano a volere il nuovo inceneritore e che per tutto il periodo inerente l’effettuazione delle gare di appalto, Heiss e Dello Sbarba non fecero assolutamente nulla) ridicole ed inaccettabili: ridicole, perchè negli ambienti politici si sapeva già tutto dal 2003; inaccettabili, perchè il 15 gennaio 2007 – ovvero quasi due mesi prima dello svolgimento della prima gara di appalto -, chi scrive aveva già pubblicato un dossier (leggi qui) su chi avrebbe vinto la gara (vedi la notizia ripresa dai media nell’articolo dell’Alto Adige del 18 febbraio 2007 (leggi qui)). Togliendo quindi le ultime e residue scuse a chi, del tutto prevedibilmente e per meri interessi di bottega elettorale, si sarebbe poi giustificato dicendo di non aver avuto la possibilità di sapere.

Luca Marcon

AGGIORNATO AL 10 OTTOBRE 2009

La seduta del consiglio provinciale del 7 ottobre 2009 (segue)
La seduta del consiglio provinciale del 8 ottobre 2009 (segue)
La seduta del consiglio provinciale del 9 ottobre 2009 (segue)
L’articolo dell’Alto Adige del 8 ottobre 2009 (segue)
L’articolo del Corriere dell’Alto Adige del 8 ottobre 2009 (segue) (per il file in formato pdf, leggi qui)

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Leggi il seguito di questo post »

occhiali_def

  • 24.10.2009 – La ragione populista – leggi
  • 17.10.2009 – Democrazia e autoritarismo – leggi
  • 10.10.2009 – Massa e potere – leggi
  • 03.10.2009 – Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana – leggi
  • 26.09.2009 – Destra e sinistra - leggi
  • 19.09.2009 – Il denaro, sterco del demonio - leggi
  • 12.09.2009 – Consumo, dunque sono – leggi
  • 29.08.2009 – La violenza invisibile – leggi
  • 07.08.2008 – Il ritorno del principe - leggi

Mi sono abbonato a IL FATTO

23 Settembre 2009

IlFattoQuotidiano

100 euro per un abbonamento PDF annuale mi sembrano il minimo per provare a lanciare sulla fiducia una vera informazione che si promette basata sui fatti.
Per chi vuole valutare l’iniziativa, indico questo link

Cos’è Il Fatto e come potete abbonarvi

E aggiungo il link al blog collegato

http://antefatto.ilcannocchiale.it

In merito alla recente vicenda di don Giorgio Carli e alle varie e
diverse dichiarazioni sia della procura che del collegio difensivo su
assoluzione, prescrizione e colpevolezza, è indispensabile precisare
quanto segue. All’articolo 157 comma 7 del Codice penale si legge: «La
prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato». Se don
Carli avesse voluto, avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione e
farsi assolvere nel merito. Bastava che depositasse in cancelleria o
affidasse ai suoi legali una dichiarazione di rinuncia alla
prescrizione, e la Cassazione avrebbe disposto un nuovo processo d’
appello. Ma non va taciuto che vi siano dei rischi: per rinunciare alla
prescrizione, conviene essere innocenti.

Luca Marcon

(dal quotidiano Alto Adige)

LA CAMPAGNA DOPPIA DELLA SVP

Gentile signor Pichler Rolle, come certamente ricorderà, qualche settimana fa le ho spedito una lettera chiedendole lumi riguardo alla questione della doppia campagna elettorale Svp, ovvero la differenza tra quanto propagandato per gli elettori di madrelingua italiana e per gli elettori di madrelingua tedesca: nello specifico, spiegazioni sul perchè il valore della convivenza dei tre gruppi linguistici dovesse essere, per l’appunto, un “valore” per gli elettori altoatesini e non venisse nemmeno citato per gli elettori sudtirolesi.

Oggi al mio indirizzo di casa è arrivata un’altra sua lettera – scritta in italiano – nella quale speravo di trovare una risposta al quesito di cui sopra. Purtroppo è andata diversamente: tolti i prevedibili bla bla di propaganda con tanto di ennesimo richiamo al fatto della “comunità italiana e tedesca che è un raro esempio di collaborazione e pacifica convivenza”, la sua lettera non ha riportato altro. Anzi, per la verità qualcosa di interessante lo ha detto: verso la fine, dove lei ha affermato testuale “Vorrei continuare a gettare ponti tra tutti gli abitanti – per uno splendido futuro della nostra Città e della nostra Provincia”.

Vede dove sta il vero problema signor Pichler Rolle? Le parole che lei ha citato – gettare ponti – sono le stesse di Alexander Langer: vale a dire, l’uomo che nell’integrazione (o come la preferisce chiamare) tra italiani e tedeschi ci credeva veramente e per la quale spese una vita; ma anche lo stesso uomo al quale il suo partito a Bolzano – città dove lei è vicesindaco – non ha voluto nemmeno intitolare un vicoletto. A conti fatti, mi pare che la Svp non sia il partito più adatto a tutelare la specificità della realtà bilinguistica (vogliamo dire bietnica?) della mia famiglia. Quindi, e con rammarico, le comunico che il suo partito non avrà il mio voto alle prossime elezioni provinciali.

Sempre cordialmente,

Luca Marcon

All’Obmann della SVP Elmar Pichler Rolle

Gentile signor Pichler Rolle, qualche settimana fa ho ricevuto una sorta di giornalino del suo partito – la Svp – che si intitolava “Parliamoci!”. All’interno, un’intervista all’Obmann – lei – con un titolo che mi è subito piaciuto: “Pichler Rolle: il valore aggiunto della convivenza”. Inutile che le ripeta dei brani, immagino già li conosca; però uno mi ha particolarmente colpito: “Viviamo in una terra dove convivono tre gruppi con culture, tradizioni e modi di vita diversi: questo rappresenta una ricchezza che non si può e non si deve perdere.”

Nello stesso periodo, mia moglie è tornata a casa con una copia dell’FF avente all’interno un altro pieghevole del suo partito – sempre la Svp – e dal titolo “Stolz auf Südtirol”. Peccato che, su sedici facciate di foto e testi, non abbia trovato una – dicesi una – riga sul valore aggiunto della convivenza e magari anche del plurilinguismo. Al contrario, l’unica impressione che ne ha potuto ricavare è che il Südtirol sia una sorta di piccolo stato monolinguistico con qualche potenziale problema causato dal possibile “disturbo della pace sociale” (die Störung der sozialen Friedens) da parte degli stranieri.

Anche se sono passati diversi giorni, mia moglie ed io siamo ancora confusi: se guardo a quanto ho capito io, per la Svp la convivenza è un valore, ma se chiedo a mia moglie, mi risponde che nel suo depliant elettorale la Svp il termine – figuriamoci il valore – nemmeno lo considera. Insomma, noi ad arrivare a una sintesi accettabile tra i proclami di “Parliamoci” e quelli di “Stolz auf Südtirol” ancora non ci siamo riusciti: prima che ciò possa causare qualche dissapore nella nostra piccola “convivenza” plurilinguistica familiare, le dispiacerebbe provare a farlo lei?

Luca Marcon

LA DEMOCRAZIA

2 Gennaio 2008

…”Nel ‘27″ disse il giovane “c’era il fascismo, la cosa era diversa: Mussolini faceva i deputati e i capi di paese, tutto quello che gli veniva in testa faceva. Ora i deputati e i sindaci li fa il popolo….”
“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo…. Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da solo, del colore che gli piace, alle proprie corna…. Siamo al discorso di prima, non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall’antichità, una generazione appresso all’altra….”
“Io non mi sento cornuto” disse il giovane.
“E nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo….” e il vecchio si alzò ad accennare dei saltelli di danza; e voleva figurare l’equilibrio e il ritmo del camminare sulle corna, da una punta all’altra.
Il giovane rise: sentirlo discorrere era un piacere. La fredda astuta violenza per cui in gioventù era stato famoso, il calcolato azzardo, la prontezza di mente e di mano, tutte le qualità insomma che lo avevano portato al rispetto e alla paura di cui era circondato, a volte parevano ritirarsi da lui come il mare dalla riva, lasciando alla sabbia degli anni vuoti gusci di saggezza. ‘Diventa filosofo a volte’ pensava il giovane: ritenendo la filosofia una specie di giuoco di specchi in cui la lunga memoria e il breve futuro si rimandassero crepuscolare luce di pensieri e distorte incerte immagini di realtà.
Ma a momenti ecco che veniva fuori l’uomo duro e spietato che era stato: e curioso era che quando ritrovava il suo più duro e giusto giudizio sulle cose del mondo, le parole corna e cornuti grandinassero nei suoi discorsi, in significati e sfumature diverse, ma sempre ad esprimere disprezzo.
“Il popolo, la democrazia” disse il vecchio rassettandosi a sedere un po’ ansante per la dimostrazione che aveva dato del suo saper camminare sulla corna della gente “sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole in culo all’umanità, con rispetto parlando…. Dico con rispetto parlando per l’umanità…. Un bosco di corna, l’umanità, più fitto del bosco della Ficuzza quand’era bosco davvero. E sai chi se la spassa a passeggiare sulle corna? Primo, tienilo bene a mente, i preti; secondo: i politici, e tanto più dicono di essere col popolo, di volere il bene del popolo, tanto più gli calcano i piedi sulle corna; terzo, quelli come me e come te…. È vero che c’è il rischio di mettere il piede in fallo e di restare infilzati, tanto per me, quanto per i preti e per i poltici: ma anche se mi squarcia dentro, un corno è sempre un corno; e chi lo porta in testa, è un cornuto.”

(da “Il giorno della civetta”, L. Sciascia)