MAURIZIO GASPARRI (PDL): I TRANS? GUAI A COINVOLGERMI
30 Ottobre 2009
STATE SEGUENDO IL CASO GIUSEPPE AVOLIO?
24 Ottobre 2009
L’elenco articoli dell’Alto Adige è aggiornato al 14.11.2009

La notte della spartizione, l’articolo originale dell’Alto Adige sulla contrattazione delle cariche di sottogoverno da parte della maggioranza vincitrice le elezioni comunali bolzanine del novembre 2005
* * * * * * * *
Sì, proprio lui: il presidente di AE – Azienda Energetica, di proprietà dei comuni di Bolzano e Merano – salito in questi giorni alla ribalta dei media per le accuse lanciate da questi circa un suo comportamento “disinvolto” (tanto per usare un eufemismo) con i soldi pubblici. A lui, qualche anno fa, avevo dedicato una serie di articoli oserei dire “profetici” delle future grane in cui sarebbe andato a cacciarsi; uno, tra tutti, con un titolo davvero intrigante. Provate a scoprire quale tra i seguenti (cliccando sul titolo, ci si collega all’articolo originale):
- 20.12.2006 – AVOLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO
- 18.04.2007 – L’ERBAVOLIO
- 07.06.2007 – ASPETTANDO L’AE
- 24.07.2007 – PARTITO MERITOCRATICO, PARDÒN, DEMOCRATICO
Di seguito i collegamenti agli ultimi articoli del quotidiano Alto Adige:

- 11.10.2009 – Spagnolli attacca AE: spreca
- 13.10.2009 – Nuova grana per Avolio: conflitto di interessi
- 15.10.2009 – Caos AE, vertice tra i comuni
- 16.10.2009 – Avolio è in bilico. Arriva l’ultimatum di Spagnolli
- 16.10.2009 – Cavagna spara su Calò: ha perso milioni
- 17.10.2009 – Se non giustifica le spese, Avolio si dimetta
- 19.10.2009 – AE, necessario agire subito
- 20.10.2009 – «Errori nelle fatture ma non per colpa mia C’è chi gioca sporco»
- 21.10.2009 – Avolio, difensore del ristorante
- 21.10.2009 – Ae, tutti a pranzo da Franco. Anche Calò
- 22.10.2009 – Spagnolli ad Avolio «Dimettiti»
- 23.10.2009 – Viaggi e cene: il cda «processa» Avolio
- 24.10.2009 – «Spese, un azienda senza regole»
- 24.102009 – «Accuse gravi: vado in Procura»
- 25.10.2009 – La Svp scarica Avolio: «Accuse sconvolgenti»
- 27.10.2009 – «Su Avolio esplosa la questione morale»
- 28.10.2009 – Documenti negati: Avolio stoppato da Calò
- 28.10.2009 – Consiglio straordinario su AE
- 29.10.2009 - Januth: «Non mi faccio intimidire»
- 29.10.2009 – «Autosospenditi!» Ma Avolio fa quadrato difeso da Cavagna
- 30.10.2009 – Calò gelido: «No comment»
- 30.10.2009 – Ae, pressing sul cda: si dimettano tutti
- 30.10.2009 - «Avolio deve autosospendersi»
- 30.10.2009 – AE, consiglio straordinario convocato per il 4 novembre
- 31.10.2009 – Ae, Avolio ha disertato il cda
- 03.11.2009 - Avolio, dal sindaco nuovo ultimatum «Solo dieci giorni»
- 03.11-2009 – «Avolio attaccato alla sedia»
- 04.11.2009 – Lo scandalo AE questa sera approda in consiglio comunale
- 05.11.2009 – Il «regalo» degli azionisti ai Comuni vicini
- 05.11.2009 – Azienda energetica da brivido
- 06.11.2009 – «Subito una verifica di giunta»
- 07.11.2009 – Tutzer: «I rimborsi chilometrici sono dovuti»
- 07.11.2009 – Avolio, la vendetta Bloccate sponsorizzazioni Ae
- 07.11.2009 - Avolio blocca le sponsorizzazioni
- 08.11.2009 – «Ci hanno detto sempre bugie sui loro bilanci»
- 09.11.2009 – Freccette, addio al campionato tricolore
- 09.11.2009 – Bufera Ae Consulenze milionarie
- 09.11.2009 – Ae, 260 mila euro all ex presidente
- 10.11.2009 – Ae, la Procura accusa Avolio
- 10.11.2009 – Avolio, aperta l’indagine
- 11.11.2009 – Avolio: contro di me c’è accanimento
- 11.11.2009 – Caverna, giunta paralizzata
- 12.11.2009 – Calò solidale coi dirigenti, Avolio contrattacca
- 12.11.2009 – Ae, dirigenti pronti allo sciopero
- 12.11.2009 – Divisi su tutto. Due anni «contro»
- 13.11.2009 – Ae nella bufera Avolio verso la revoca del mandato
- 13.11.2009 – Ae, Avolio verso la revoca del mandato
- 13.11.2009 – «Via sia Avolio sia Calò per il bene della spa»
- 13.11.2009 – Consulenza: processo nullo
- 14.11.2009 – Ae, silurato soltanto Avolio
- 14.11.2009 – Avolio silurato, Calò resta in sella
- 14.11.2009 – «È stata una trappola, farò ricorso»
- 14.11.2009 – «Persa una dirigenza»
- 14.11.2009 – «Sono contento che questa vicenda sia finita»
- 14.11.2009 – Cavagna furioso, il Pd esplode
- 14.11.2009 – Ma la vera partita è sulle grandi centrali
- (in progress)
Nota. Per commentare gli articoli, leggi qui.
ANTONIO DI PIETRO: LA CONTROINFORMAZIONE
17 Ottobre 2009
Aggiornato al 06.11.2009

- 06.11.2009 – Le cattive compagnie politiche di Antonio Di Pietro: è sempre e solo colpa degli altri? – leggi.
- 03.11.2009 – Il ruggito dei conigli - leggi.
- 10.10.2009 – Immobiliare Di Pietro – nuova puntata – leggi.
- 03.10.2009 – Il fatto è che “Il Fatto” è arrivato secondo: e su Di Pietro non arriva mai (con intervento sulle dimissioni di Luigi de Magistris) - leggi.
- 26.09.2009 – Egregio direttore de “Il Fatto”: così non va - leggi.
- 19.09.2009 – Le mancate dimissionio di Luigi de Magistris (aggiornamento 1 ottobre 2009) - leggi.
- 12.09.2009 – Cristiano Di Pietro (figlio di Antonio) – BMW e valori - leggi.
- 29.08.2009 – Il tribuno. Storia politica di Antonio Di Pietro – Intervista di Michele Capaccioli all’autore Alberico Giostra – leggi
- 22.08.2009 – Elio Veltri - leggi
- 08.08.2009 – Di Pietro immobiliare story: guarda che mura - leggi
- 01.08.2009 – L’Italia dei favori – leggi
- 25.07.2009 – Il bell’Antonio e i suoi valori (immobiliari) – leggi
- 18.07.2009 – Una biografia di Antonio Di Pietro – leggi
SUBURBE: LETTURE DI PERIFERIA
10 Ottobre 2009

- 24.10.2009 – La ragione populista – leggi
- 17.10.2009 – Democrazia e autoritarismo – leggi
- 10.10.2009 – Massa e potere – leggi
- 03.10.2009 – Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana – leggi
- 26.09.2009 – Destra e sinistra - leggi
- 19.09.2009 – Il denaro, sterco del demonio - leggi
- 12.09.2009 – Consumo, dunque sono – leggi
- 29.08.2009 – La violenza invisibile – leggi
- 07.08.2008 – Il ritorno del principe - leggi
Mi sono abbonato a IL FATTO
23 Settembre 2009

100 euro per un abbonamento PDF annuale mi sembrano il minimo per provare a lanciare sulla fiducia una vera informazione che si promette basata sui fatti.
Per chi vuole valutare l’iniziativa, indico questo link
Cos’è Il Fatto e come potete abbonarvi
E aggiungo il link al blog collegato
LETTERA SU DON GIORGIO CARLI (Quotidiano Alto Adige, martedì 24 marzo 2009, pag 10, sezione cronaca)
24 Marzo 2009
In merito alla recente vicenda di don Giorgio Carli e alle varie e
diverse dichiarazioni sia della procura che del collegio difensivo su
assoluzione, prescrizione e colpevolezza, è indispensabile precisare
quanto segue. All’articolo 157 comma 7 del Codice penale si legge: «La
prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato». Se don
Carli avesse voluto, avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione e
farsi assolvere nel merito. Bastava che depositasse in cancelleria o
affidasse ai suoi legali una dichiarazione di rinuncia alla
prescrizione, e la Cassazione avrebbe disposto un nuovo processo d’
appello. Ma non va taciuto che vi siano dei rischi: per rinunciare alla
prescrizione, conviene essere innocenti.
Luca Marcon
SECONDA LETTERA APERTA A ELMAR PICHLER ROLLE (Quotidiano Alto Adige, venerdì 24 ottobre 2008, pag 10, sezione cronaca)
3 Novembre 2008
LA CAMPAGNA DOPPIA DELLA SVP
Gentile signor Pichler Rolle, come certamente ricorderà, qualche settimana fa le ho spedito una lettera chiedendole lumi riguardo alla questione della doppia campagna elettorale Svp, ovvero la differenza tra quanto propagandato per gli elettori di madrelingua italiana e per gli elettori di madrelingua tedesca: nello specifico, spiegazioni sul perchè il valore della convivenza dei tre gruppi linguistici dovesse essere, per l’appunto, un “valore” per gli elettori altoatesini e non venisse nemmeno citato per gli elettori sudtirolesi.
Oggi al mio indirizzo di casa è arrivata un’altra sua lettera – scritta in italiano – nella quale speravo di trovare una risposta al quesito di cui sopra. Purtroppo è andata diversamente: tolti i prevedibili bla bla di propaganda con tanto di ennesimo richiamo al fatto della “comunità italiana e tedesca che è un raro esempio di collaborazione e pacifica convivenza”, la sua lettera non ha riportato altro. Anzi, per la verità qualcosa di interessante lo ha detto: verso la fine, dove lei ha affermato testuale “Vorrei continuare a gettare ponti tra tutti gli abitanti – per uno splendido futuro della nostra Città e della nostra Provincia”.
Vede dove sta il vero problema signor Pichler Rolle? Le parole che lei ha citato – gettare ponti – sono le stesse di Alexander Langer: vale a dire, l’uomo che nell’integrazione (o come la preferisce chiamare) tra italiani e tedeschi ci credeva veramente e per la quale spese una vita; ma anche lo stesso uomo al quale il suo partito a Bolzano – città dove lei è vicesindaco – non ha voluto nemmeno intitolare un vicoletto. A conti fatti, mi pare che la Svp non sia il partito più adatto a tutelare la specificità della realtà bilinguistica (vogliamo dire bietnica?) della mia famiglia. Quindi, e con rammarico, le comunico che il suo partito non avrà il mio voto alle prossime elezioni provinciali.
Sempre cordialmente,
Luca Marcon
LETTERA APERTA AD ELMAR PICHLER ROLLE (Quotidiano ALTO ADIGE, domenica 21 settembre 2008)
22 Settembre 2008
All’Obmann della SVP Elmar Pichler Rolle
Gentile signor Pichler Rolle, qualche settimana fa ho ricevuto una sorta di giornalino del suo partito – la Svp – che si intitolava “Parliamoci!”. All’interno, un’intervista all’Obmann – lei – con un titolo che mi è subito piaciuto: “Pichler Rolle: il valore aggiunto della convivenza”. Inutile che le ripeta dei brani, immagino già li conosca; però uno mi ha particolarmente colpito: “Viviamo in una terra dove convivono tre gruppi con culture, tradizioni e modi di vita diversi: questo rappresenta una ricchezza che non si può e non si deve perdere.”
Nello stesso periodo, mia moglie è tornata a casa con una copia dell’FF avente all’interno un altro pieghevole del suo partito – sempre la Svp – e dal titolo “Stolz auf Südtirol”. Peccato che, su sedici facciate di foto e testi, non abbia trovato una – dicesi una – riga sul valore aggiunto della convivenza e magari anche del plurilinguismo. Al contrario, l’unica impressione che ne ha potuto ricavare è che il Südtirol sia una sorta di piccolo stato monolinguistico con qualche potenziale problema causato dal possibile “disturbo della pace sociale” (die Störung der sozialen Friedens) da parte degli stranieri.
Anche se sono passati diversi giorni, mia moglie ed io siamo ancora confusi: se guardo a quanto ho capito io, per la Svp la convivenza è un valore, ma se chiedo a mia moglie, mi risponde che nel suo depliant elettorale la Svp il termine – figuriamoci il valore – nemmeno lo considera. Insomma, noi ad arrivare a una sintesi accettabile tra i proclami di “Parliamoci” e quelli di “Stolz auf Südtirol” ancora non ci siamo riusciti: prima che ciò possa causare qualche dissapore nella nostra piccola “convivenza” plurilinguistica familiare, le dispiacerebbe provare a farlo lei?
Luca Marcon
LA DEMOCRAZIA
2 Gennaio 2008

…”Nel ‘27″ disse il giovane “c’era il fascismo, la cosa era diversa: Mussolini faceva i deputati e i capi di paese, tutto quello che gli veniva in testa faceva. Ora i deputati e i sindaci li fa il popolo….”
“Il popolo” sogghignò il vecchio “il popolo…. Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da solo, del colore che gli piace, alle proprie corna…. Siamo al discorso di prima, non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall’antichità, una generazione appresso all’altra….”
“Io non mi sento cornuto” disse il giovane.
“E nemmeno io. Ma noi, caro mio, camminiamo sulle corna degli altri: come se ballassimo….” e il vecchio si alzò ad accennare dei saltelli di danza; e voleva figurare l’equilibrio e il ritmo del camminare sulle corna, da una punta all’altra.
Il giovane rise: sentirlo discorrere era un piacere. La fredda astuta violenza per cui in gioventù era stato famoso, il calcolato azzardo, la prontezza di mente e di mano, tutte le qualità insomma che lo avevano portato al rispetto e alla paura di cui era circondato, a volte parevano ritirarsi da lui come il mare dalla riva, lasciando alla sabbia degli anni vuoti gusci di saggezza. ‘Diventa filosofo a volte’ pensava il giovane: ritenendo la filosofia una specie di giuoco di specchi in cui la lunga memoria e il breve futuro si rimandassero crepuscolare luce di pensieri e distorte incerte immagini di realtà.
Ma a momenti ecco che veniva fuori l’uomo duro e spietato che era stato: e curioso era che quando ritrovava il suo più duro e giusto giudizio sulle cose del mondo, le parole corna e cornuti grandinassero nei suoi discorsi, in significati e sfumature diverse, ma sempre ad esprimere disprezzo.
“Il popolo, la democrazia” disse il vecchio rassettandosi a sedere un po’ ansante per la dimostrazione che aveva dato del suo saper camminare sulla corna della gente “sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole in culo all’umanità, con rispetto parlando…. Dico con rispetto parlando per l’umanità…. Un bosco di corna, l’umanità, più fitto del bosco della Ficuzza quand’era bosco davvero. E sai chi se la spassa a passeggiare sulle corna? Primo, tienilo bene a mente, i preti; secondo: i politici, e tanto più dicono di essere col popolo, di volere il bene del popolo, tanto più gli calcano i piedi sulle corna; terzo, quelli come me e come te…. È vero che c’è il rischio di mettere il piede in fallo e di restare infilzati, tanto per me, quanto per i preti e per i poltici: ma anche se mi squarcia dentro, un corno è sempre un corno; e chi lo porta in testa, è un cornuto.”
(da “Il giorno della civetta”, L. Sciascia)


















